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Introduzione generale
La Pinacoteca civica del Comune di Orzinuovi è ospitata nelle sale e negli uffici del Palazzo Municipale e raccoglie oltre 150 opere che coprono un arco temporale che va dal XV° secolo sino ai giorni nostri. Molti i nomi degli artisti che arricchiscono la raccolta, e diverse le modalità che hanno consentito alle opere di entrarne a far parte. Alcune opere sono di proprietà del Comune già da molti secoli, come le straordinarie tele di Grazio Cossali e Pietro Maria Bagnadore, collocate presso la Sala consiliare; altre sono state donate da collezionisti privati, come l’eccezionale “Sposalizio mistico di Santa Caterina” di Giulio Cesare Procaccini, donata al Comune da Clotide Maffeis Bertelli nel 1990, oppure le “Donne al pozzo” di Bruno Calzavacca; altre ancora sono diventate patrimonio cittadino durante la breve ma feconda stagione del “Premio Orzinuovi”, che ha consegnato nomi del calibro di Carlo Corsi, Giovanni Cappelli, Giuseppe Zigaina, Guido Strazza o Fernando Farulli; molti dipinti sono poi entrati a far parte della collezione grazie alle donazioni degli artisti che hanno esposto presso le prestigiose sale della Rocca San Giorgio, come Giacomo Bergomi, Oscar Di Prata, Giacomo Olini, Antonio Stagnoli, Afro Daolio, Giulio Mottinelli e tanti altri.
I pittori maggiormente rappresentativi della Pinacoteca sono quindi di area bresciano-lombarda e le loro opere offrono un quadro esaustivo delle tensioni culturali che nel corso dei secoli hanno dato forma ad un territorio “di confine” come Orzinuovi.
Pur non facendo parte della Pinacoteca civica, merita un cenno lo "Stendardo di Orzinuovi”, capolavoro di Vincenzo Foppa, che il grande artista rinascimentale dipinse su commissione del Consiglio comunale orceano, che deliberò l’esecuzione dell’ex voto il 16 agosto 1514.
Lo Stendardo è considerato dalla critica il testamento figurativo di Foppa, il quale lavorò all’opera ormai novantenne, dopo un lungo periodo di inattività e a pochi mesi dalla morte (ca. 1515).
La tela è dipinta su entrambi i lati: nel recto raffigura la “Madonna col bambino, tra i SS. Caterina d’Alessandria e Bernardino da Siena”, mentre nel verso rappresenta il “Martirio di S. Sebastiano tra i SS. Giorgio e Rocco”.
Già nel 1917 il grande critico Roberto Longhi leggeva nello Stendardo un vero e proprio manifesto della visione luministica del Foppa, individuando nell’opera l’essenza di quella poetica dei valori lombardi che sarà, qualche decennio più tardi, la cifra stilistica del Caravaggio.
La tela venne collocata nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, poi, in seguito alla demolizione dell’edificio religioso, fu trasferita alla Parrocchiale di Santa Maria Assunta, ma, per ragioni ignote, l’opera fu tolta dalla sua collocazione e se ne persero le tracce; fu quindi data per dispersa finché, dopo una lunga ricerca, non venne ritrovata nel 1906 dalla studiosa inglese Ffoulkes, utilizzata come tenda parasole presso il locale Oratorio dei Morti. L’opera oggi non è più ad Orzinuovi, ma si trova presso la Pinacoteca di Palazzo Martinengo a Brescia.
Bibliografia:
- Orzinuovi in arte, AA.VV., La Compagnia della stampa, 1998;
- Il Dopoguerra e la stagione dei premi, un’indagine in provincia di Brescia, a cura di M. Corradini, ed. Electa, 1998;
- Opere d’arte introno ad Orzinuovi, AA.VV., Comune di Orzinuovi, 1999;
- Grazio Cossali, pittore orceano, di L. Anelli, Comune di Orzinuovi, 1978;
- Foppa. Lo Stendardo di Orzinuovi, di G. Frangi, Brescia, ed. Grafo, 1977.

